Le nostre riflessioni
Sulla scia dei reality show, degli spot pubblicitari stile Calvin Klein e Dolce e Gabbana, delle star dei telefilm, dei ballerini di Buona Domenica e di Amici, e chi più ne ha più ne metta, i giorni nostri vedono affermarsi un nuovo modello di maschio italiano, non più basato sui vecchi canoni estetici, ma su nuove e differenti particolarità.Il giovane uomo della attuale generazione è delicato, ha i tratti quasi femminei, le sopracciglia sono curate e ritoccate, il viso perennemente cosparso di fondotinta, i capelli stirati, indossa uno o più orecchini, ha in tasca il cellulare all'ultimo grido, veste completamente firmato (persino le calze) e spende più tempo nel bagno di quanto non facciano le coetanee dell'altro sesso, che ne avrrebbero ben più motivo.
Che fine ha fatto il vecchio e sempre più raro maschio mediterraneo delle passate generazioni? Forte, con i capelli poco curati, la carnagione scura (ma non lammpadata), la mascella decisa, la fronte ampia, la barba incolta, condottiero e faticatore, che corteggiava le donne con lettere d'amore piuttosto che con le fredde abbreviazionidegli sms del tipo cmq e qlcs, e che da bambino giocava col virruzzo o a calcio per strada piuttosto che girare col motorino comprato da papà?
Ebbene possiamo affermare con tutta tranquillità che esso è praticamente in via d'estinzione, soppiantato da quello nuovo, molto meno virile. Le stesse ragazze, basta porre poche domande, vi diranno che preferiscono il maschio moderno, (e noterete, che sono loro stesse a spronarli a curarsi, suggerendo creme e lozioni specifiche).
Le cause di questo cambiamento non sono tuttavia attribuibili all'evoluzione genetica, che impiega ben più di qualche anno per originare qualunque metamorfosi, bensì al nuovo contesto sociale. Si tratta dell'avvento degli stereotipi televisivi: oggi come non mai, infatti, vengono trasmessi programmi spazzatura, e la proposta dei palinsesti appare sempre più infarcita e frammentata da una miriade di spot pubblicitari, vero simbolo del consumismo e del conformismo dilaganti. Il novello ragazzotto (che non è più intelligente nè sveglio di quello di prima) di fronte a questi spettacoli disarmanti, non può che restare affascinato dai nuovi idoli della scatola magica, e in un empito di "stravagante originalità" non può che imitarli. E come quando al semaforo un pedone passa con il rosso, seguito poi da tutti gli altri (provatelo, funziona veramente), ecco venire giù una massa brulicante di giovani tutti uguali o al massimo speculari, con i portafogli gonfi dei soldi di papà e che disdegnano il duro vecchio lavoro (che si sa nobilita l'uomo).
E guai ad apparire diversi da loro, anche soltanto nel modo di vestire: si corre il rischio di venire tagliati fuori dalle loro dinamiche sociali, che ahinoi rappesentano la normalità.






